Estate al Child Friendly Space: gioco, educazione e diritti dell’infanzia insieme a INTERSOS

Estate al Child Friendly Space: gioco, educazione e diritti dell’infanzia insi...

By admin

Un’estate di gioco, educazione, creatività e relazioni per promuovere concretamente i diritti di bambine e bambini. È questo il significato del sostegno della Fondazione Fameli Tresca al progetto realizzato da INTERSOS24, attraverso il potenziamento del Child Friendly Space e l’apertura dedicata dell’Ambulatorio Popolare durante il periodo estivo di sospensione scolastica.

La Fondazione ha scelto di sostenere un intervento rivolto a bambine e bambini che, in particolare in contesti familiari e sociali caratterizzati da vulnerabilità e background migratorio, possono incontrare maggiori ostacoli nell’accesso alle opportunità educative, relazionali e di cura.

L’intervento si inserisce pienamente nell’impegno della Fondazione Fameli Tresca per la promozione e la tutela dei diritti dell’infanzia, nella convinzione che garantire a ogni bambina e a ogni bambino la possibilità di giocare, imparare, essere ascoltato, esprimersi e partecipare significhi contribuire concretamente alla costruzione di una società più inclusiva.

Un Child Friendly Space per crescere, giocare e sentirsi accolti

Durante l’estate è stata costruita una proposta educativa stabile, caratterizzata da routine riconoscibili, gioco libero, letture condivise, laboratori creativi e attività ispirate alla pedagogia Montessori.

Il Child Friendly Space si è consolidato come uno spazio educativo e relazionale nel quale i bambini hanno potuto non soltanto giocare, ma anche esplorare, creare, raccontarsi e costruire relazioni positive.

Nel corso del progetto sono stati coinvolti circa 20 bambini tra 1 e 12 anni, con una presenza quotidiana media di 8-12 bambini. In alcuni incontri hanno partecipato anche adolescenti tra i 14 e i 17 anni, assumendo un importante ruolo di peer tutoring e contribuendo a creare un clima di collaborazione e sostegno reciproco.

Durante l’estate sono stati realizzati 15 incontri, con laboratori educativi ed espressivi, letture condivise, attività artistiche e sperimentazione di diverse tecniche pittoriche.

Il tema del percorso estivo è stato quello del viaggio e dell’esplorazione: un viaggio inteso non soltanto come scoperta del mondo, ma come occasione per conoscere meglio sé stessi, gli altri e le diverse storie che compongono il gruppo.

I diritti dell’infanzia diventano esperienza quotidiana

Il valore del progetto risiede anche nella sua capacità di trasformare principi e diritti in esperienze concrete.

Nel Child Friendly Space sono stati promossi in particolare:

  • il diritto al gioco;
  • il diritto all’educazione;
  • il diritto all’ascolto;
  • il diritto alla partecipazione;
  • il diritto all’inclusione.

I bambini hanno potuto giocare, leggere, esplorare, creare, esprimere le proprie idee e condividere aspetti della propria storia in un ambiente sicuro, protetto e non giudicante.

Per la Fondazione Fameli Tresca, sostenere un progetto come questo significa quindi investire in una concezione dell’infanzia nella quale i bambini non sono soltanto destinatari di protezione, ma persone portatrici di diritti, bisogni, capacità e voce propria.

Giocare per esprimersi, imparare e diventare più autonomi

Le attività ispirate alla pedagogia Montessori hanno favorito soprattutto autonomia, concentrazione e partecipazione.

I materiali concreti e le attività di vita pratica hanno permesso ai bambini di sperimentare, procedere con i propri tempi e raggiungere piccoli obiettivi attraverso l’esperienza diretta.

Questo approccio si è rivelato particolarmente efficace anche in presenza di barriere linguistiche o di differenti livelli di autonomia e attenzione. Il raggiungimento di un obiettivo ha contribuito a rafforzare nei bambini il senso di autoefficacia, sostenendo anche la costruzione dell’identità e dell’autostima.

Anche l’arte e la creatività sono diventate strumenti per dare forma alle proprie emozioni e raccontarsi.

Tra le attività più significative, “Il Compagno di viaggio” ha invitato ciascun bambino a scegliere un’immagine – un animale, una pianta o un oggetto – nella quale riconoscersi e che diventasse il proprio compagno di esplorazione.

Attraverso il disegno e la narrazione, ogni bambino ha potuto raccontare qualcosa di sé in modo spontaneo.

Dall’incontro alla comunità

Uno dei risultati più significativi del progetto riguarda la progressiva costruzione delle relazioni all’interno del gruppo.

Bambini che inizialmente non si conoscevano hanno iniziato a riconoscersi, chiamarsi per nome e condividere con maggiore naturalezza giochi e attività.

Con il passare delle settimane è cresciuta anche la partecipazione: attraverso laboratori, letture e momenti di dialogo, molti bambini hanno iniziato a raccontare esperienze personali, ricordi, luoghi significativi e aspetti della propria quotidianità.

Per i bambini con una minore esposizione alla lingua italiana, le attività hanno rappresentato inoltre un’occasione per ampliare progressivamente il vocabolario e acquisire maggiore sicurezza nell’utilizzo della lingua.

Il risultato più importante, però, è stato forse un altro: la trasformazione di un gruppo di bambini in una piccola comunità capace di accogliere, prendersi cura e imparare gli uni dagli altri.

Anche le famiglie al centro dell’intervento

Il Child Friendly Space ha prodotto effetti positivi anche sull’intero nucleo familiare.

La presenza di uno spazio educativo affidabile ha consentito alle madri di partecipare con maggiore continuità ai percorsi di formazione e supporto del Safe Space, sapendo che i propri figli erano accolti in un ambiente attento ai loro bisogni.

Nel corso del progetto è stato inoltre organizzato un momento di partecipazione attiva delle famiglie, durante il quale sono state presentate le attività di ispirazione montessoriana realizzate dai bambini.

Un’occasione per condividere il percorso educativo, valorizzare il lavoro dei bambini e rafforzare il rapporto tra famiglie e spazio educativo.

Educazione e salute: una rete che intercetta i bisogni

Il progetto ha inoltre dimostrato l’importanza di una presa in carico capace di collegare educazione, ascolto e accesso ai servizi.

La presenza continuativa dei bambini e l’osservazione quotidiana hanno permesso di individuare alcuni bisogni specifici e di attivare la rete dei servizi presenti all’interno di INTERSOS24.

In particolare, per due bambine è stato effettuato un invio all’Ambulatorio Popolare per l’avvio di un percorso di cure odontoiatriche.

È un esempio concreto di come la promozione dei diritti dell’infanzia richieda un approccio integrato: educazione, salute, ascolto, inclusione e sostegno alle famiglie sono dimensioni profondamente interconnesse.

La diversità come risorsa

Il gruppo ha presentato una forte eterogeneità: bambini da 1 a 12 anni, lingue differenti, diversi livelli di autonomia e tempi di attenzione, oltre a presenze non sempre costanti.

Questa complessità ha richiesto una progettazione flessibile, capace di adattarsi ai bisogni del gruppo. Routine stabili, consegne semplici, materiali concreti e attività differenziabili per età hanno favorito una partecipazione più ampia e inclusiva.

L’esperienza ha confermato che la multiculturalità può diventare una risorsa educativa quando ogni bambino trova uno spazio nel quale la propria storia, la propria lingua e i propri riferimenti culturali possono essere accolti e condivisi.

Un investimento sui diritti, oggi e nel futuro

Per la Fondazione Fameli Tresca, sostenere il Child Friendly Space significa dare concretezza a un impegno preciso: contribuire a costruire condizioni nelle quali ogni bambina e ogni bambino possano esercitare i propri diritti, indipendentemente dalla provenienza, dalla lingua parlata, dalla situazione familiare o dalle condizioni sociali.

Il diritto all’infanzia non è soltanto il diritto a essere protetti.

È anche il diritto di giocare, imparare, essere ascoltati, esprimersi, creare, partecipare, stringere relazioni e sentirsi parte di una comunità.

È in questi gesti quotidiani – una lettura condivisa, un disegno, un gioco, una parola nuova, un aiuto dato a un compagno – che i diritti diventano esperienza concreta.

E sono proprio queste esperienze che possono contribuire a costruire, fin dall’infanzia, una società più inclusiva, solidale e capace di riconoscere il valore di ogni persona.

“Qui ho potuto pitturare per la prima volta. Potevo pitturare quanto volevo e ho scoperto che è bellissimo”.
M., 7 anni

“Stare qui è stato bello perché abbiamo imparato giochi nuovi e ho conosciuto nuovi amici”.
D., 9 anni

Il sostegno della Fondazione Fameli Tresca

La Fondazione Fameli Tresca ha destinato un contributo di 6.000 euro a sostegno del progetto, con l’obiettivo di contribuire al potenziamento delle attività del Child Friendly Space durante il periodo estivo di sospensione scolastica e all’apertura dedicata dell’Ambulatorio Popolare.

L’intervento rientra nell’impegno della Fondazione a favore della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia, sostenendo progetti capaci di trasformare l’attenzione ai diritti in opportunità concrete di crescita, cura, educazione e partecipazione.